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mercoledì, 09 maggio 2007, ore 16:45

Stamane sveglia alle 7.00, facciamo tutto in fretta perchè la strada per S. Lazzaro non la sappiamo e rischiamo di far tardi all'appuntamento al poliambulatorio. Francesco porta fuori il nostro pelosino dal musetto imbronciato: avrà pensato "questi due si stanno vestendo assieme..... mi lasciano solo, uffi" e poi via verso l'altro capo di Bologna. In macchina parliamo del più e del meno, ogni tanto guardo in silenzio il profilo del mio amore e lo contemplo e lui, accorgendosene mi accarezza una mano. Gli dico "sono un poco emozionata" e lui ride teneroso come sempre.
Alle 8.44 arriviamo davanti al poliambulatorio ma con 1 ora di anticipo ed io ho bevuto già più di mezzo litro di acqua (sperando di non scoppiare, ma non so ancora che mi aspetta). Prendiamo un caffè al bar e poi su in sala d'aspetto. L'acqua comincia a fare effetto, mi sento un tantinello strana a star seduta. Mi alzo e i crampi della "plin plin" si fanno già sentire e sono solo le 9.15. Francesco intanto dice "non ci pensare" ma alle 9.30 sono piegata in 2 perchè stare ritta comporterebbe farmela addosso!!!! Corro in bagno, ne faccio pochina sennò poi non si vede nulla ma il sollievo dura poco. Alle 9.55 la dottoressa chiama e io "siiiiiii sono io finalmente". Entriamo nella stanza buia e mi stendo sul lettino accanto all'ecografo. La sonda sulla pancia mi ha provocato uno stimolo assurdo. Faccio una smorfia e mi giro verso l'ecografo e lo vedo: un'abbozzo di arto che doveva essere un braccino che si muoveva come se stesse salutando. Mi giro verso Francesco e i suoi occhi mi dicono che anche lui ha visto la medesima cosa. Ho immaginato che davvero fosse un saluto per noi "ciao mamy, ciao papy io sono qui". Poi ha azionato le casse e abbiamo sentito il suo battito forte forte. Mi sono salite le lacrime agli occhi a stento le ho trattenute e (miracolo) alla "plin plin" non ci pensavo più (aveva ragione Francesco!!!). Ho rivolto gli occhi a mio marito e in quel momento ho avuto la certezza di appartenergli per sempre e che niente e nessuno potrà mai separarci. All'uscita dal poliambulatorio ridevamo per strada come due ubriachi.
Ogni giorno mi ripeto che tutto questo è un miracolo, che il Signore è infinito nella sua misericordia e nel suo amore ma che soprattutto "il Signore ha ascoltato" come sempre.

ivyivy
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