
E' passato un anno da quel primo ballo come marito e moglie. Un ballo stupendo ma il matrimonio non è sempre un dolce lento. Ci sono momenti in cui la musica è talmente assordante che preferiresti scappare dalla sala da ballo anzichè tapparti le orecchie e sperare che prima o poi finisca. E' in quel momento che l'uno aiuta l'altro a resistere. Da quella foto abbiamo sempre le mani unite, da quel momento abbiamo sempre camminato l'uno al fianco dell'altro. Talvolta su spiagge bianche dove le onde del mare si infrangono delicatamente sui piedi, talvolta in salita sulle scogliere ma sempre, SEMPRE assieme senza mai perderci di vista. Abbiamo sempre parlato (o discusso, dipende dai momenti :-D), preso decisioni e scambiato idee e pensieri guardandoci negli occhi. Hai asciugato le mie lacrime, ti ho cullato dolcemente sul mio petto accarezzandoti la testa; abbiamo sofferto e gioito. L'uno sempre accanto all'altro anche se lontani.
Grazie amore mio, per tutto quello che mi hai donato e per quello che mi doni, per le risate a crepapelle sul ballatoio di casa e per quel famosissimo HIP HIP URRA'!
Tanti auguri di buon anniversario tesoro mio.

Dopo 8 mesi abbondanti di gravidanza ci stiamo avvicinando in maniera impressionante al traguardo. Sono emozionata e curiosa di vedere il nostro angioletto ma allo stesso tempo ho un pochetto paura. Spero non le manchi mai nulla. Riporto di seguito il contenuto di una lettera che una mia cara amica ha dedicato alla nostra sirenetta e che riassume ciò che io e Francesco stiamo provando da quando abbiamo saputo che presto diventeremo genitori:
A CHIARA
Se mi chiedessero di scrivere una lettera ad una bambina che sta per nascere, lo farei così.
Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l'acqua e la pelle della pancia di mamma?
Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette delle nostre paure?
Riusciremo a volerti senza pretendere, a guardarti senza riempire il tuo spazio di parole, inviti, divieti?
Riusciremo ad accorgerci di te anche dai tuoi silenzi, a rispettare la tua crescita senza gravarla di sensi di colpa e d'affanni?
Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni (segnali a volte sfacciati delle nostre assenze) ma di attenzioni. Vorrei che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualità dei più saggi. La coerenza mi piacerebbe per te e la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole, le relazioni e che le une non sono meno neccessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente.
Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze più impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore.
Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perchè il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione.
La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che ne possiamo giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità.
Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita.
Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire i vuoti, nè pietre per uno sguardo o un'ora d'amore .
Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia. Adora la tua inquietudine finchè avrai forze e sorrisi, cerca di usarla per contaminare gli altri, soprattutto i più pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio con curiosità, rispetta anche la loro paura eccessiva. Mi piacerebbe che la persona che più ti amerà possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell'orizzonte.
E tu allora porterai quell'amore sempre con te, nascosto nella tua tasca più intima.
La nostra piccola è il coronamento del nostro amore, è la nostra vita, la nostra immortalità.
Da un pò di tempo vedo Francesco impegnato a cercare argomenti sull'anoressia compresi blog dedicati (non che il mio maritino voglia diventare un super modello magro da fare schifo, anche perchè non mi piacerebbe nemmeno un poco) e devo dire che ultimamente mi sono immersa anche io nell'argomento. La situazione è più grave di quello che credevo, soprattutto perchè alcune persone hanno innalzato un vero e proprio "trono" a quella che chiamano ANA. Hanno addirittura un credo nel quale viene citato dall'inizio fino alla fine il disprezzo che una persona deve avere di sè per essere finalmente perfetta ed entrare nella tanto agognata taglia 38 e pesare all'incirca come l'altro mio cagnolone, Charlie, ovvero poco più di 30 kg........cavolo! Per il mio cane va bene quel peso ma per una ragazza mi sembra eccessivo. Devo dire davanti a questa cosa sia io che Francesco abbiamo avuto diverse reazioni: la prima è stata aggressiva (urlare a queste ragazze che nel mondo c'è gente che non mangia perchè niente ha da mangiare e non perchè non vogliano) ma sarebbe inutile e controproducente; la seconda reazione è stata comprensiva (povere ragazze hanno avuto o hanno tutt'ora problemi grossi) ma sarebbe inutile e controproducente.....Come comportarsi è un mistero ma stare silenziosi a guardare una persona annullarsi giorno dopo giorno a causa di fattori esterni non mi sembra giusto. Perchè l'unica cosa certa è che sta situazione comunque viene prodotta da fattori esterni......ok allora vediamo un pò.....
Quando ero piccola mio padre aveva un'azienda ed eravamo una delle famiglie più ricche della città dove vivevo. Causa sfortunati eventi che non sto qui a raccontare la ditta è fallita e ci siamo ritrovati col sedere nella cacchina da un giorno all'altro. Mia sorella e mio fratello a fare ogni sorta di lavoro, io studiavo ancora ma appena diplomata a lavoro anche io. Tutti i parenti e gli amici che prima affollavano la casa sono spariti in men che non si dica. La casa di proprietà l'abbiamo persa a causa del fallimento. L'auto sequestrata ma serviva per andare al lavoro A mio padre un anno fa è stato diagnosticato il cancro ai polmoni; mio fratello ha perso un occhio sul lavoro e adesso ci vede solo con l'altro......Francesco non è mai stato aiutato da alcuna persona. Nonostante i forti problemi economici in famiglia, lui non ha mollato ed è diventato un infermiere professionale (come dico io: con le palle!). Lavorava di giorno e studiava di notte. Non è che oggi la nostra vita sia un calice d'oro pieno di ottimo nettare che non finisce mai, ma non molliamo. Le nostre esperienze ci hanno insegnato a tenere duro, che non può piovere per sempre e a prendere il buono della vita quando ci viene dato e a sopportare le sofferenze quando si presentano.
Mi sento allora di dire: forza e coraggio a tutte le persone ammalate di anoressia. Questa malattia non è imposta dal destino ma viene cercata deliberatamente per commiserarsi.