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sabato, 24 gennaio 2009, ore 08:51

Ieri sera prima di andare a dormire ho letto un post di una mia cara amica che mi ha sconvolto non poco e per tutta la notte non ho fatto altro che sognare episodi che riguardavano alcuni fatti della mia vita emersi da quello che appunto avevo letto. Avrei bisogno nche io di parlare con il "Prof" per far affiorare quello che è sepolto in me e che ho timore di smascherare. In realtà forse già so quello che c'è ma provo a scriverlo.
Mio padre era un industriale di grande spessore. Eravamo benestanti e, seppur piccina, capivo che qualsiasi cosa avessi chiesto sarebbe puntualmente arrivata. Mio padre era il mio eroe: mi era sempre accanto e mi coccolava, mia madre un pò meno presa com'era dalla gestione della casa e dalla mania di perfezione ma questo comportamento aveva un motivo: mio padre pretendeva da lei che cucinasse bene, che fosse tutto in ordine e pronto in caso fosse arrivato qualche ospite (e la casa ne era sempre colma), che i figli fossero perfettamente puliti e vestiti e se una di queste cose era fuori posto casa mia si trasformava in un urlatoio e volavano anche le botte e noi tre figli zitti e impauriti. Eravamo piccoli e con la voglia di giocare ma se si faceva un pò più di rumore la mamma ci picchiava o sgridava perchè papà doveva dormire e quindi dovevamo fare silenzio. Quando papà era fuori per lavoro, almeno una volta al mese, mia madre cambiava radicalmente: diventava una donna dolcissima con la quale poter fare di tutto. Al rientro di papà tutto tornava come prima (ecco l'inizio della famosa "altalena" che leggevo) 
Papà decise che dovevamo fare nuoto, quindi tutt'e tre in piscina (3 borsoni, 3 accapatoi, 3 costumi, 3 paia di ciabattine etc.!)
Le cose belle, ovviamente, si alternano alle cose brutte e la ditta di papà non andava più tanto bene fino ad arrivare al fallimento. I miei fratelli avevano terminato gli studi e quindi si buttarono a capofitto nel mondo del lavoro fatto di minimi stipendiucci ma comunque utili ad aiutare la famiglia. Non potendo frequentare l'università dopo il diploma ho iniziato subito a lavorare per essere indipendente e per non pesare su nessuno. Intanto mio padre era diventato un essere che si limitava solo a respirare, fumare, guardare la tv. Se io o mio fratello ci avvicinavamo lui era burbero e irascibile e io ho cominciato a sentirmi molto sola e abbandonata, ma se era mia sorella a parlargli lui diventava quasi dolce e in me si instaurava una sorta di gelosia ma il mio carattere mite accettava tutto. Mia madre sempre ossessionata dall'ordine e dalla perfezione ma condite con tanti soldi in meno, quindi esaurimento a non finire. Il primo ragazzo che ha mostrato un minimo di dolcezza è diventato il mio fidanzato. Otto anni e poi è finita perchè a lui non è che importava molto se fossi felice o no e soprattutto non ero il suo tipo "fisico" di donna. Di nuovo abbandonata, di nuovo il senso opprimente della solitudine e di inadeguatezza. Il lavoro e la mia indipendenza mi hanno aiutata molto a rafforzare il mio carattere e a non aver più paura perchè tanto potevo contare benissimo solo su me stessa e su nessuno più. Poi è arrivato Francesco e la certezza di quella famiglia che avevo sempre sognato anche se in le nostre famiglie hanno in un modo o nell'altro di metterci i bastoni tra le ruote e ora come ora non riesco a non dire che per fortuna siamo lontani 600 km.
La paura dell'abbandono ce l'ho ancora ma ora sono molto più forte e soprattutto dalla mia ho avuto sempre l'indipendenza economica. Oggi mi occupo della famiglia, della casa e del lavoro ma mi sento felice e libera perchè (e mi fa paura dirlo) sono lontana dalla mia famiglia d'infanzia. Voglio bene ai miei genitori, a mio fratello e a mia sorella ma non voglio stare più tanto vicino a loro. Forse il motivo è che ho paura che riescano a distruggere tutte le mie certezze e non penso che a quel punto il mio essere mite rimarrebbe tale!
Solo ora che mio padre si è ammalato riesco a guardarlo con occhi più dolci.
Beh scrivere questo post mi ha fatto bene, ma soprattutto leggere il post della mia cara amica mi ha fatto ancor meglio. Grazie Lady
ivyivy
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martedì, 20 gennaio 2009, ore 17:07

Sono 2 giorni che sono a casa dal lavoro e devo dire che non mi dispace nemmeno un pò. Intendiamoci il mio lavoro mi piace e poi da quando mi hanno prolungato il contratto di lavoro (sempre a tempo determinato ma per un anno sto tranquilla) sono ancora più contenta. Il tempo trascorso con la mia famiglia è davvero impagabile: tante coccole a Chiara, qualche strillino sul capoccione dopo l'ennesima birichinata, tante coccole a Francesco e qualche sgrattugiatina dietro le orecchie a Luke. Mi sento davvero bene con loro ma gli occhi delle persone invidiose sono sempre in agguato. Credo al bene ma credo anche al male che le persone possono fare solo con i loro pensieri. Ma che tristezza che mi fanno. Domani altra giornata a casa e spero che la salute della mia piccola stella migliori. 

ivyivy
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lunedì, 19 gennaio 2009, ore 13:31

Oggi sono rimasta a casa del lavoro e sarà così per i prossimi 2 giorni perchè Chiara ha l'influenza. Qui a Bologna tra l'altro fa un freddo glaciale e quindi siamo perennemente sotto le coperte. Sta cavolo di casa è vecchia e piena di spifferi e si fa davvero fatica a prender calore.
Comunque cambiando discorso il nostro blogghino ha subìto un altro pò di abbellimento così ci rinnoviamo un pò il vestitino.

ivyivy
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martedì, 13 gennaio 2009, ore 20:10

E' alta più o meno 80 cm, ha 13 mesi, è paffuta e rosa, è dolce e anche peperina, elargisce baci a tutti e poi morde me e Francesco, le crescono i capelli solo al centro della testa, va in braccio a tutti e mi chiama in continuazione, non ha capito che il termine "mamma" deve rifersi solo a me e che Francesco è "papà", tira la coda a Luke, gli ruba la cuccia, lo abbraccia all'improvviso e gli fa "caro, caro", quando ha il raffreddore russa e si sveglia all'improvviso urlando non piangendo, quando si sveglia sul suo visino si stampa il sorriso più bello e luminoso dell'universo, se le fosse concesso starebbe il più tempo possibile senza pannolino, quando le concedo per poco tempo di stare senza pannolino si fa la pipì addosso e mi guarda tutta stupita, prende tutto dappertutto, se portiamo le ciabatte e siamo seduti dopo poco camminiamo zoppicando perchè ne porta sempre via una, se apre un'anta mi guarda e capendo il mio sguardo contraiato la richiude subito, dice benissimo "nono" e "beeee" che sta per "bere". E' un concentrato di energia, simpatia e coccoloneria. All'improvviso ci corre incontro e ci abbraccia.
AMIAMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE LA NOSTRA PICCOLA CHIARA.

ivyivy
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sabato, 10 gennaio 2009, ore 19:17

E' sempre più un'impresa disperata aggiornare il blog: un pò perchè il pc è andato in tilt, un pò perchè dopo il lavoro il resto della giornata preferisco dedicarlo alla mia famiglia, giocare con la mia piccolina, parlare con Francesco e portare a spasso Luke. Tra l'altro sono un pò di giorni che non riesco a dormire bene la notte perchè Chiara ha l'influenza ma anche perchè ho l'animo un pò in trambusto: l'ultima volta che ho sentito i miei c'è stato un episodio che mi ha fatto impensierire non poco. Parlavo al cell. con la mamma e ad un certo punto sento un botto: mio padre era caduto a terra dopo un colpo di tosse. Non ci sarebbe niente di strano se non fosse che era seduto a tavola! Lui ha minimizzato ma garantisco che da quando lo conosco (e sono 30 anni) non è mai caduto nemmeno se inciampava, figuriamoci da seduto. Beh l'ultima volta ce l'ho sentito poi mi ha fatto un discorso talmente strano: mi ha detto "devo fare tutte le analisi, non lo so come saranno, mo' vediamo......mi dispiace solo farti scendere da Bologna per i funerali" e io "se vabbuò ma che dici?" "ma tu non te ne importare della gente non venire e basta, tanto poi ti vengo a trovare in sogno" e io x sdrammatizzare "ma io non verrei per la gente ma per stare con te".....risata più colpo di tosse (nel gergo di papà vuol dire rido per soffocare le lacrime). Lo so che prima o poi tutti siamo destinati a passare a miglior vita, lo so che papà è ormai da 3 anni che campa con una spada di Damocle sulla testa, ma garantisco che solo al pensiero che non ci sia più mi viene un blocco alla gola inaudito. Non riesco + a pensare ai brutti episodi del nostro rapporto conflittuale, penso solo alle cose belle della mia infanzia e quelle mi bastano.
Uff chiudo va

ivyivy
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